Il mio lavoro si esprime attraverso la scultura e la fotografia. Nella mia opera da un lato lo spazio condiziona la percezione e determina i sentimenti e dall’altro le sculture e le fotografie occupano lo spazio come proiezione ed estensione di una verità psichica che incorpora la realtà come atto di fondazione. Fotografie prelevate dalla rete e oggetti (sassi raccolti in strada, teste prelevate da riproduzioni in scala di personaggi di serial televisivi, immagini pornografiche) sempre una coppia, foto e oggetto (l’oggetto galleggia al centro del box), potrebbero essere associati alla carica positiva e negativa di una particella, la creazione di materia attraverso lo sguardo  che incolla le forme in una stazione  finale di opera d’arte (... gli elettroni non esistano sempre, esistono solo quando qualcuno li guarda, o meglio quando interagiscono con qualcosa d’altro. Si materializzano in un luogo, con una probabilità calcolabile, quando sbattono contro qualcos’altro. I salti quantici da un’orbita all’altra sono il loro modo di essere reali: un elettrone è un insieme di salti da un’interazione all’altra).

 

1→  Le fotografie che prelevo dalla rete sono immagini da cortile, io cerco la compostezza del banale, la neutralità di un’immagine, non singoli punti di realtà ma concentrati di sequenze formalizzate da altri.

 

2→  Gli oggetti che aggiungo sono apologia del dissonante, intrusione di un vissuto, di una fisicità irriducibile a qualsiasi corpo immagine.

My work is expressed through sculpture and photography. On the one hand, space conditions perception and determines feelings, and on the other the sculptures and photographs occupy space as projection and extension of a psychic truth which incorporates reality as act of foundation. Photographs from the web and objects (stones found in the street, heads taken from scale reproductions of TV serial personalities, pornographic images), always a pair, photo and object (the object floats In the centre of the box), might be associated with the positive and negative charges of a particle, the creation of matter through the glance that fixes the forms in a final station of artwork (... electrons do not always exist, they exist only when someone looks at them, or better, when they interact with something other. They materialize in a place, with calculable probability, when they run Into something else. The quantum jumps from one orbit to another are their way of being real: an electron is a grouping of jumps from one interaction to the other).

 

 

1→ The photographs I take from the web are courtyard images; I seek the composure of the banal, the neutrality of an image, not individual points of reality but concentrates of sequences formalised by others.

 

2→ The objects I add are apologia of the dissonant, intrusion of a lived moment, of a physicality irreducible to any image body.